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Srilanka e Maldive: diario di viaggio di Brunella e Mario

SRI LANKA E MALDIVE

La leggenda narra che Siddartha Gauthama, ovvero il Buddha, (grande Herman Hesse) sia andato tre volte nell antica Ceylon per sincerarsi che l isola fosse adatta a custodire la sua predicazione nella forma pi originale. Parimenti si racconta che il Buddha lasci la propria impronta sul monte Sri Pada (o Adam s Peack) durante la sua sosta sull isola a met strada della sua ascesa al Nirvana. Inoltre la leggenda vuole che Rama, deciso a salvare la moglie Sita dal demone che l aveva rapita e portata a Lanka (ovvero Ceylon) dove regnava, si serv della fila di pietre che collegano l India all Isola per attraversare l oceano e riprendersi la moglie, aiutato in questo dalla trib delle Scimmie Parlanti.

Sri Lanka un mosaico di culture riti e religioni diverse ma su tutto domina il tollerante buddhismo, vera chiave che spiega l indole di questa nazione, ricchissima inoltre di pietre preziose, come la Pietra di Luna, caratteristica per la sua adularescenza. In passato si pensava che le fasi di luna crescente e calante potessero collegare la pietra cos splendente alla luce della luna. Connotazioni magiche e mistiche circondano questa pietra e in India considerata una gemma sacra e magica, una "pietra dei sogni" in quanto si supponeva che portasse a fare sogni dolci e belli. Quelle dello Sri Lanka hanno luce azzurrina e trasparente, magica, si direbbe, peccato sia molto fragile.
In Tibet l ametista considerata sacra a Buddha e la tormalina, pietra dai mille colori, chiamata in cingalese tura mali, ovvero pietra di colori misti in quanto pu essere rosso e verde, blu e gialle, rosa, verde, marrone, bruna. Un altra pietra magica insomma.

L isola ha molti nomi, uno dei quali Lacrima dell India, in quanto si dice che se il subcontinente indiano avesse mai pianto di gioia quella lacrima, cadendo, non poteva che essere Lanka, cos affascinante, misteriosa, piena di lussureggiante vegetazione e circondata da mare cristallino.

Tutto questo per dire che la solita Miriam mi ha mandato una e-mail dove mi chiedeva se mi interessasse lo Sri Lanka tour classico pi un riposante soggiorno alle Maldive il tutto proposto ad un prezzo stracciato dalla Kuoni Gastaldi.
Certo che si! Lo Sri Landa mi attirava davvero moltissimo, le Maldive un po meno ma poi mi sono ricreduta immediatamente.
Ecco quindi l ennesimo diario di bordo.

* * * * * * * *

Ed eccoci partiti!
31 gennaio- Al mattino, mentre sono dal parrucchiere, mi telefona Sara per avvisarmi che ha telefonato l agente della Kuoni per dire che il volo subir un ritardo di tre ore! Accipicchia ma pazienza.
Ritorno a casa, pranziamo, e alle 15,30 partiamo. Il tempo bruttino, fa anche freddo, tutto intorno una gran neve e gelo. Arriviamo a Sesto Calende, seguendo le indicazioni della mappa del Panicucci, usciamo, percorriamo la strada segnata e nonostante il buio pesto troviamo senza difficolt il nostro parcheggio dove lasciamo la macchina e i piumini, ci mettiamo solo il kw sopra il maglione e poi il pulmino ci porta a Malpensa.
Arriviamo che gi buio, al Terminal 2 c un sacco di gente e quanto Dio vuole verso le 02 ci imbarchiamo dopo aver fatto i biglietti, il check in e i vari controlli antiterrorismo su un A330 dell Eurofly-Alitalia. Siamo 280 passeggeri tra italiani, srilankesi e qualche straniero pi l equipaggio. Si viaggia comodamente, anche se il nostro monitor non funziona e siamo davvero stanchi. Verso le 04 ci servono una cena non ignobile e poi dormicchiamo un po, ci svegliamo col caff pessimo e finalmente sbarchiamo a Colombo dopo 9 ore e mezza di volo che gi il
1 febbraio- e sono circa le 18,30 ora locale.
Il caldo ci annichilisce, (35 ) abituati alle temperature italiane, recuperiamo i bagagli e ci avviamo verso l uscita dell aeroporto dove un signore, con un cartello che reca la scritta Kuoni ci attende. Ci facciamo riconoscere: la nostra guida che ci seguir per tutto il tour, una persona squisita dal nome impronunciabile e che chiameremo col cognome per tutta la durata del viaggio, Diaz, di retaggio portoghese.
Ci imbarchiamo quindi sul nostro pullman che ci porter fino all Hotel Hilton. Siamo un gruppo di italiani, 20 persone in tutto, che conosceremo in seguito. La strada dall aeroporto al centro di Colombo tutta un ingorgo di vetture, carrette, tuk-tuk coloratissimi.
Alberi incredibili bordano le strade, palme altissime, profumatissimi frangipane ovunque e ovunque miseria, tanta, tantissima, anche se la gente che ci guarda ci sorride sempre.
All Hilton subito magia. Appena sbarcati gli inservienti si occupano del bagaglio e noi veniamo fatti accomodare nella hall che gigantesca e splendida, dove ci viene servito un ottimo succo di frutta e salviette tiepide per rinfrescarci (con le pinze!!) Gli indigeni sono di una gentilezza, cortesia, deferenza, che ci mettono a disagio. Non riesco neppure ad aprire una porta che subito l inserviente me la apre con l inchino! Cambiamo 100 dollari in rupie, ci consegnano la chiave della stanza e saliamo al settimo piano. Meraviglia! La nostra stanza pur essendo standard favolosa. Ingressino, mobile bar, guardaroba, bagno megagalattico, stanza ultramegagalattica, vista mozzafiato. Sul tavolino della camera frutta e una scatola di cioccolatini.
Facciamo una splendida doccia, ci asciughiamo con i morbidissimi accappatoi dell albergo, ci vestiamo e scendiamo quindi per cena, che avr luogo in uno dei 7 ristoranti dell Hilton, lo Spices - spezie. Atmosfera hollywooddiana, piante, cristalli, gran pianoforte a coda dal quale un bravissimo pianista trae melodie, ristorante spettacolare con grandissimi tavoli da buffet colmi di ogni ben di Dio. Ci sediamo al tavolo che ci stato indicato, prendiamo mineral water e beer, ci serviamo al buffet di tutto e di pi. Tra i dolci credo di tradizione inglese piccole tazzine colme di gelatine di frutta con frutta fresca buonissima. Mi sento molto coloniale, in mezzo a queste persone dalla pelle scura che sono gli inservienti, la sala da pranzo si affaccia su un bellissimo giardino tropicale con fontane e giochi d acqua, vetrate splendide, luci sapienti. Me la cavo col mio inglese, per fortuna qualche avventore cingalese per cui mi sento meno in colpa.
Dopo cena gironzoliamo un po per la hall osservando i vari negozi gioielleria favolosa e poi a letto, stanchi morti.
L avventura iniziata!

2 febbraio- Colombo Mi sveglio al suono del telefono: la sveglia e ascoltando le parole sorrido: good morning, have a pleasant day
Di buon mattino facciamo una splendida colazione con papaia, mango, dolcini vari, succhi di frutta buonissimi e, vestiti molto casuali come ci ha raccomandato Diaz che oggi ci saluta col saluto tipico srilankese aybouan ci dirigiamo al pullman con valigie al seguito. Ci seguiranno l autista, il vice di Diaz che somiglia in maniera incredibile a Kabir Bedy per cui lo soprannominiamo Sandokan, e cominciamo il viaggio facendo conoscenza della nostra guida. Ci racconta che dapprima era impiegato di banca, poi impiegato al Ministero degli Esteri, quindi addetto all Ambasciata in Italia dove ha vissuto parecchi anni e poi, tornato in Patria, divenuto guida turistica. Scopriremo che quando gli squiller il cellulare e lui risponder con un pronto, buongiorno la moglie con la quale parla in italiano. Diaz una gradevolissima persona, affabile, coltissima, gentilissima.
Passiamo sul fiume dove David Linch ha girato il film Il ponte sul fiume Kway.
Per prima cosa ci rechiamo quindi a Pinnawela, sul cui fiume stazionano gli elefanti!
Accipicchia, come sono grossi!! E quanti sono! In mezzo al fiume fanno davvero impressione. La puzza pari allo stupore. Faccio un sacco di foto e Mario si da alle riprese video. Pranziamo al Pinnelandia Restaurant, sul terrazzo affacciato sul fiume dove assaggiamo le nostre prime cibarie locali con tanto riso basmati, salsine di verdure e carne molto piccanti, piccoli pezzi di pasta fritta al posto del pane piccanti anch esse, frutta a volont, dolci a gog, e mentre mangiamo assistiamo, dopo che gli elefanti sono andati via, al bagno di alcune donne e bambini con relativo lavaggio di panni. Mi sembra incredibile di essere qua, catapultati in un mondo totalmente diverso dal nostro.

La gente, pur essendo povera, sorridente, anche se la strada dall aeroporto a Colombo e da Colombo a qua mi ha fatto una grande impressione. Le strade sono caotiche, il traffico pazzesco, tutti suonano il clacson, i tuk-tuk impazzano sono delle specie di API che fungono da taxi coloratissimi i marciapiedi sono straboccanti di mercatini dove la gente vende la mercanzia appoggiandola sul terreno, uomini che tirano carrette piene di sacchi di verdura e frutta, vociare, statue di Buddha, piccoli altarini con santi cattolici, alberi incredibili, una gran quantit di spazzatura da tutte le parti. Essendo arrivati in ritardo il giro che dovevamo fare per la capitale rimandato all ultimo giorno.

Ci fermiamo presso un villaggio dove vediamo gli istrici incatenati e dove assaggiamo il nostro primo rambutan, frutto tropicale dell omonimo albero, rosso con le spine e bianco e dolcissimo all interno con gran nocciolo.
Dopo pranzo partiamo per Habarana ma prima ci fermiamo a Dambulla, a visitare le cinque grotte dipinte e piene di statue del XVII e XVIII secolo. Appena arrivati ai piedi delle grotte che sono poste su una collina, ci attende un gigantesco Buddha dorato altro 30 metri che ci impressiona notevolmente. Iniziamo poi la scalata (800 gradini) che contornata da alberi di frangipane, eucalipti, palme altissime, scimmie. Visitiamo le 5 grotte dove tanti Buddha ci guardano sorridenti, dormienti o in meditazione. Prendiamo un sacco di foto e facciamo le riprese, siamo davvero soddisfatti, iniziamo poi la discesa sempre accompagnati dai macachi che sono davvero tanti, dopo aver ripreso le nostre scarpe.
Questo togli le scarpe e metti le scarpe sar tipico del nostro tour.

Riprendendo la strada arriviamo al nostro albergo ad Habarana, dove dormiremo per due notti, The Lodge che dire incantevole dire poco. Sono 156 bungalow sparsi in 6 ettari di parco, con lago, palme, piante a perdita d occhio, vialetti profumati ed illuminati, grandissima piscina ai cui bordi scorazzano scoiattoli a non finire e alberi di frangipane bianco profumatissimo. La nostra stanza la n. 46 ed appena entriamo rimaniamo a bocca aperta. E posta al primo piano e consta di: largo ingresso con armadio guardaroba, tavolo, due vetrate per ogni lato, due terrazzi, scrittorio, grande letto su baldacchino, toeletta, frigorifero, due poltrone, altro tavolino, termos con acqua potabile e bicchieri, bollitore per caff e the, grande vetrata, poggiolo, bagno da mille e una notte con cabina-doccia stupenda, luci sapienti, candele sul tavolino basso.
Estasiati!
Ceniamo molto bene al tavolo riservato (rice, carne allo spiedo, verdure buonissime saltate nello wok per accompagnare il rice basmati, pane ottimo, dolci stratosferici, papaie, mango, banane piccolissime e strepitose, anche dalla buccia rossa, acqua e birra, atmosfera rilassante, luci soffuse e ben appropriate, insomma uno sballo.
Intanto facciamo conoscenza del gruppo: marito e moglie toscani, lui antipaticissimo, spaccone, sbruffone, un vero burino; marito e moglie di Trento, lui sulla falsariga del primo; marito e moglie di Verona, n carne n pesce, che si aggregheranno alle prime due coppie e che in tutto il tour non scenderanno mai dall autobus e non faranno una foto; Mirko e Monica, di Ravenna, antipatici e senza rispetto per i locali, sempre aggregati col gruppo toscano-trentino; Cesare, anziano, gran persona di Trieste che star un po con noi e un po con gli altri, persona davvero notevole; Alessandra e Marco, ragazzi sui 30/35 anni di Salsomaggiore, simpaticissimi con i quali faremo gruppo; Luca e Nausicaa, 26 e 25 anni di Padova, altrettanto simpatici e coi quali staremo insieme; Roberto e Milena, di non so dove, sui 40/45, che si aggregheranno al primo gruppo; il trio lescano, ovvero una famiglia di Ascoli Piceno, Gaetano, medico, Cecilia, stancacervelli e Agostina la figlia di 26 anni che per troveremo simpatici.
Prima di tornarcene in camera Diaz ci raccomanda di lavarci i denti con acqua minerale e di camminare per il parco solamente nei viali illuminati.
La cosa ci insospettisce non poco, per cui io, armata di pila, illumino dove posso. Dormo divinamente.

3 febbraio- Habarana - Splendida colazione nello splendido Lodge poi via a Sigiriya. Le papaie sono buonissime (tra l altro sono un vero regolatore intestinale). Assaggiamo il riso e latte tipico con cannella srilankese che davvero buono.
Diaz ci racconta che dopo l indipendenza Ceylon divenne Sri Lanka anche se il nome pi giusto sarebbe Sin-ha-la (cio la Nazione Cingala, cingalese). Qui, per indicare Ceyon, viene scritto C-lon.

E quindi Sigiriya avevo letto sulla guida che chi soffre di vertigini farebbe meglio a non andare, ma io voglio assolutamente vedere questa rocca e quel che resta del palazzo imperiale costruito nel 477-495 d.C. dal re parricida Kassyapa per proteggersi dal fratello cui aveva sottratto il trono. Diaz ci racconta tutta la leggenda. Kassyapa era il figlio illegittimo del re, allevato a corte col fratello figlio della regina e quindi erede al trono. Kassyapa voleva qualche bene dal padre ma, non ottenendolo, lo uccise. Costru questo palazzo fortezza per difendersi dai nemici e dal fratello che nel frattempo era andato in India per paura di rappresaglie anche nei suoi confronti. Diciotto anni dopo il fratello torn e si prepar a combattere il parricida che, per malintesi con l esercit, si ritrovo ad un certo punto solo in groppa al suo elefante e decise quindi di uccidersi, cos il re legittimo torn sul trono.
Visitiamo dapprima i giardini.


Sono per colpita dalla strada che abbiamo fatto per arrivare fin qua, tutta in mezzo ad una foresta di palme e altri grossi alberi: veramente incredibile quante palme ci siano in Sri Lanka e quante risaie piene di bufali e uccelli bianchi. Sono davvero estasiata.
Visitiamo pertanto i giardini che sono bellissimi ai piedi del monolite di roccia, con grandi vasche nelle quali erano poste fiori oppure erano piscine. Vi anche un trampolino per i tuffi!

Ai piedi della rocca vi sono varie grotte dove una volta alloggiavano i monaci in
meditazione. Diaz ci spiega che esistono 32 modi per meditare, uno dei quali fissare una fiammella e un altro fissare un cadavere appeso per i piedi e che comincia a decomporsi preferisco la fiammella, devo dire!
Intanto siamo circondati da giovani che ci vogliono aiutare alla salita e Diaz ci avvisa che alla fine bisogner pagarli. Io e Mario abbiamo un body guard ciascuno, con i quali parliamo in inglese ed anche con qualche parola di italiano.
La rocca si scala con 1283 gradini incastonati nella roccia e con scale a picco sullo strapiombo, dai gradini si vede il vuoto sotto e sono abbastanza terrorizzata, ma mi faccio forza anche perch non voglio perdere le Fanciulle di Sigiriya. Si tratta di una piccola grotta alla quale si arriva salendo una scala a chiocciola a picco nel vuoto protetta da una grata di ferro. La discesa per ben peggiore
Le Fanciulle di Sigiriya sono una meraviglia, sono affreschi splendidi che ce le mostrano in tinte diafane, la mano destra sollevata a met nell atto di tenere dei fiori, a petto nudo, sguardo languido, bellissime!
Arrivo infine ai piedi della fortezza la cui porta contornata da due enormi zampe di leone in pietra (qui hanno girato il film di Indiana Jones Il tempio maledetto ), infatti Sigiriya significa roccia del leone, e comincia un altra scalata con gradini piccolissimi nella roccia dove non ci sta neppure il piede ma al 1282esimo gradino mi faccio immortalare in segno di vittoria! Ce l ho fatta!
Il panorama stupendo, da lass, tutta una distesa enorme di giungla con versi di animali che fanno rabbrividire. Sono incantata. La discesa, da un altra parte, per certi versi pi ardua (si vede il vuoto ad ogni passo) e a volte pi facile. Incontriamo vari incantatori di cobra, paghiamo i nostri body guard e ci avviamo al pullman, felici e appagati. La mia guida mi ha detto che certi alberi della jungla dalla larghe foglie verdi si chiamano bo spero si scriva cos
Al ritorno Marco, Ale, Luca e Nausicaa vanno sull elefante, io non vado perch ho paura degli insetti, visto la mia allergia, ma sarebbe stato bello. Mario si pente di non essere andato.

Pranziamo al Lodge e ci coglie un acquazzone, poi ci dirigiamo verso Polonnaruwa. Peccato che piova, ma prima ci rechiamo al Polonnaruwa Museum dove visitiamo varie sale con tante statue di Buddha e di Ganesh.
Narra la leggenda che costui, figlio di Shiva, con il fratello del quale non ricordo il nome andavano in giro per il mondo. Tanto era saggio Ganesh quanto era sconsiderato l altro fratello. Un giorno mentre Ganesh stava dormendo il fratello se ne and a folleggiare con una donzella. In quel lasso di tempo Ganesh venne ucciso e gli fu staccata la testa. Poich Shiva aveva dato loro un acqua magica, si sarebbe potuto riattaccare la testa ma non essendoci il fratello l impresa era impossibile. Finalmente arriv il fratello gironzolone, dopo due giorni, vide la cosa ma la testa di Ganesh era ormai inservibile allora gli spruzz il collo con l acqua miracolosa e gli mise sopra una testa di elefante che aveva ucciso per l occasione. Quando dopo un po di tempo Ganesh si vide allo specchio, con la testa di elefante, si infuri moltissimo, ma ormai il guaio era fatto.
Nel museo sono conservate lastre di rame con iscrizioni, materiale per scrivere, riproduzioni in miniatura dell ospedale dei monaci, strumenti chirurgici, statue di Shiva-Candrasekara, Parvati, sua moglie, Shiva Nataraja che danza su un uomo cobra. Tutte queste sono divinit ind.
Uscendo nel sito archeologico vediamo le statue di Parakrama Bahe re dal 1153 al 1186, poi la Poth Gul Vihara grande biblioteca, la sala del Consiglio di Nissanka Malla, il Palazzo Reale, musi di coccodrilli, il tempio di Shiva, la Terrazza della reliquia del Dente, la sala del capitolo e mille altre rovine tra le quali, interessantissima, la Kalu Gal Vihara con 4 statue di Buddha, altissime, scolpite in granito. Queste rovine si estendono per ben 8 km quadrati.
E tutto un togliere e mettere le scarpe e con la pioggia non che i risultati siano molto gratificanti


Parliamo anche con un ragazzo che vuol venderci delle scatole in legno scolpite e che ci dice che stato in Sicilia da clandestino ma che l hanno rispedito in Patria. Siamo sempre circondati da gente che ti vuol vendere qualcosa a tutti i costi o da chi chiede l elemosina, davvero molto desolante per me vedere le condizioni di vita delle persone, Diaz ci dice che uno stipendio medio si aggira sulle 12.000 rupie al mese, cio 120 e che non hanno previdenza n assistenza medica ma non si pu fare l elemosina a tutti, se tiri fuori il borsellino frotte di persone ti inseguono a pi non posso. Occorre fare il cuore duro e andare avanti, ma non facile.
Intanto ammiriamo questo bellissimo sito tutto circondato da vegetazione lussureggiante, palme, eucalipti, alberi del pane, alberi di jak, frangipani, alberi di rambutan, papaie, ibischi, manghi, banani, caucci, bo e altre specie ancora veramente incredibili.
A sera, tornati al Lodge, ci aspetta una sorpresa, il nostro ragazzo di camera, Samri, ci ha decorato il tavolino basso con un cuore fatto con foglie dove al centro, sempre con foglie e fiori campeggia la scritta ciao e sul letto sono posati artisticamente fiori bianchi di frangipane. Bellissimo!
A cena al ristorante compare tra i tavoli una mangusta, la cosa ci lascia un po perplessi, infatti se c la mangusta vuol dire che ci sono anche i serpenti? Diaz il mattino dopo ci confesser che qualche settimana prima al ristorante si era presentato un cobra e che in periodo di siccit gli elefanti irrompono nella piscina per dissetarsi!

4 febbraio- Habarana - Oggi festa nazionale, si festeggia l indipendenza del 4 febbraio 1948 e tanti negozi sono chiusi.
Dopo colazione prendiamo la strada per Kandy, prima per passiamo per il giardino botanico di Paradeniya dove vediamo tra gli altri: l albero del pepe, l albero dei chiodi di garofano, l albero della noce moscata, lo zenzero, lo zafferano, la pianta del cacao, del caucci ecc. ed un tizio si inerpica su una palma altissima per prendere una noce di cocco della quale Mario vorrebbe bere il succo ma io dico no: il coltello viene lavato con l acqua che noi non possiamo adoperare per lavarci i denti e quindi meglio che non lo faccia dopodich ci sorbiamo una filippica sull acquisto di vari prodotti medicinali, che fanno bene dalla ritenzione idrica, alla perdita dei capelli, alla depilazione delle gambe. Luca, non di sua volont, viene chiamato come cavia per la depilazione di un pezzo di gamba!
Dopo il giardino botanico, veramente imponente, ci aspetta la fabbrica di batik, anche se ci d l impressione che abbiano acceso la luce e cominciato a lavorare quando siamo arrivati noi turisti polli da spennare. Comunque la lavorazione davvero interessante, assistiamo alla vestizione di una nostra donzella col sari tradizionale, molto bello devo dire, e di un sarong, infine compro un batik-pareo per Pamela molto bello e piuttosto caro.
Questi posti, secondo noi, ci spennano in quanto non c rapporto di prezzo tra la vita reale dei cingalesi e i negozi per i turisti. Quando ci riusciremo andremo a comprare per conto nostro e risparmieremo senz altro.

Questi tour di gruppo di positivo hanno che ti offrono alberghi favolosi che non ti potresti permettere se andassi da solo, e visite ad hoc che Diaz ci fa fare nonch un mezzo abbastanza comodo su cui viaggiare, visto che qua i trasporti sono piuttosto carenti, ma ci portano anche in posti che sono prettamente turistici (vari negozi statali che certamente per noi non rappresentano gran ch, in quanto i prezzi sono di molto superiori a quelli che si vede in giro per le strade).
Piove, mannaggia, ma per fortuna arriviamo presto a Kandy all albergo The Citadel che sorge sulla riva del fiume ed un tripudio di palme, boscaglia e vegetazione da jungla con relativi suoni, che ci fa impazzire. Il ristorante si affaccia sul fiume e sembra di vedere qualche film che ha per sfondo una storia sul Mekong. Incredibile.
L hotel ha l ingresso al piano strada, le camere a terrazza digradante verso il fiume e si scende per tre piani, la nostra gi all ultimo, poi dalla reception dove vi una bellissima piscina si sale al ristorante con vista mozzafiato.
Purtroppo continua a piovere ma noi siamo troppo eccitati per tutto ci che vediamo.
Pranziamo molto bene anche questa volta, il ristorante sempre a buffet e si prende quello che si vuole, noi mangiamo di preferenza cibo locale o internazionale, invece vi sono persone che si buttano sulla pasta che, dicono, viene cucinata molto bene (vedi Luca).
Dopo pranzo c la visita al Tempio del Dente, ma nello spazio di tempo libero trovo l occasione per andare in un negozio di gioielleria dove il gestore mi fa vedere orecchini con turchese e braccialetto in argento molto belli. Li comprer l indomani, dopo che da 130 era sceso a 75 dollari.
Arriviamo al pullman e Diaz mi rispedisce a cambiarmi: la mia gonna marroncina al ginocchio troppo corta per il Tempio del Dente e quindi mi cambio velocissimamente con la gonna rossa alla caviglia.
Abbiamo le giacche antipioggia nello zaino, sic, e ci serviranno pure.
D altra parte siamo in un Paese tropicale e nonostante sia stagione secca qualche pioggia d uopo.
Prima di arrivare a Kandy siamo passati per Matale, 22 km prima, graziosa cittadina musulmana cinta da monti e piantagioni. Le sue strade brulicano di attivit e sono la gioia degli amanti di scene pittoresche (noi) che ammiriamo dai finestrini del pullman. La popolazione cingalese costituita per il 70% da buddisti, da un 20% di induisti, e da circa l 8% di cristiani. Vi anche una popolazione burgher che costituita da incroci tra bianchi e cingalesi e che composta da una classe medio alta e da una piccola comunit di veddha i veri aborigeni dello Sri Lanka.
E siamo nel centro di Kandy!
Terza ed ultima antica capitale, ora una citt attiva e chiassosa, piena di ingorghi e inquinata, anche se in qualche modo ancora a misura d uomo con atmosfera rilassante dovuta al bellissimo e placido lago artificiale. Qui in Sri Lanka vi sono ben 35.000 laghi artificiali!
Oggi Kandy il maggior centro religioso del paese in quanto in un tempio ospitato il famoso dente sacro e cio il canino superiore sinistro di Buddha che una volta scomparso e poi miracolosamente ricomparso. Alessandra e io scherziamo sul dente e Marco ci accusa di essere dissacranti, comunque questa reliquia venerata da tutti i buddisti. Diaz ci spiega che il buddismo puro presente in soli due paesi dell Asia: la Thailandia e lo Sri Lanka.
Il santuario che custodisce il sacro dente fu oggetto di un attentato dei Tamil nel 1998 dove morirono credo 22 persone e quindi oggi sottoposto a controlli rigorosissimi. Tutte le strade del nord sono poste sotto controllo dell esercito con vari posti di blocco e soldati armati di mitragliatrici. Dal 2002 la guerriglia si calmata e ora si stanno avviando le trattative per riportare la pace tra Tamil - di origine ind - e cingalesi. Sembrerebbe che i Tamil si accontentino di una certa libert d azione e non dell indipendenza come volevano all inizio con una nazione a se stante. Sono induisti.
Si vede benissimo la differenza tra loro e i cingalesi: pur essendo tutte e due le razze piccole di statura e ossatura minuta, i Tamil hanno la pelle molto pi scura e vestono quasi in maggioranza con lo sarong (gli uomini) che una sottana colorata lunga fino ai piedi, messa insieme al giro vita e di colore in special modo scozzese a grandi quadri.
Noi ci affacciamo solamente alla spianata del tempio, che piena di pellegrini venuti da tutto il Paese e che recano in mano offerte di fiori, in quanto alle 18 dobbiamo essere a teatro per la rappresentazione di danze sacre in occasione della Festa dell Indipendenza.
A teatro, dopo vari movimenti ci accomodiamo noi due con Ale e Marco, Luca e Nausicaa e assistiamo allo spettacolo, veramente bello. Iniziano con i tamburi (ovunque!!!) e poi danzatori bravissimi. Seguono fanciulle con la danza delle lanterne, il ballo del bene e del male, la danza del cobra, i ballerini giocolieri, e tante altre danze al cui termine viene cantato l inno nazionale sempre al suono dei tamburi e noi ci alziamo in piedi. Dopodich assistiamo allo spettacolo di alcuni fedeli armati di fede religiosa assoluta che camminano su braci ardenti senza bruciarsi e che si piazzano torce incandescenti sulla lingua mah potenza della suggestione.
La folla in delirio e quando tutto finisce siamo sommersi da una marea di persone e per uscire veramente un casino. Anche raggiungere Diaz che ci riporta al Tempio un impresa, circondati come siamo da questuanti di ogni tipo e venditori di qualsiasi cosa
E siamo al Tempio del Dente o Dalada Maligawa.

Due perquisizioni che ci fanno perdere almeno mezz ora rigorosamente donne per noi ragazze e maschi per gli ometti - e poi dentro, di corsa, nel tempio, contornati da suoni ininterrotti di tamburi che si protraggono per circa due ore!!! Dobbiamo pagare 150 rupie per fare foto e 300 per le riprese della telecamera! Diaz si scusa per queste spese che giudica veramente eccessive.
Il Tempio formato da un complesso di edifici racchiusi dentro un giro di alte mura, il tutto si articola attorno alla sala dell Immagine, ovvero una specie di tabernacolo contenente la teca del Dente. Le pitture delle travi risalgano ad almeno quattro secoli fa e sono bellissime, cos come il soffitto a fiori di loto e il tetto dorato. Non c speranza di vedere il Dente dentro il reliquario esposto al primo piano in quanto si tratta di sei cofanetti l uno dentro l altro, dorati e lavoratissimi, ma vi passiamo davanti e facciamo finta di averlo visto (e come si poteva???!!!). Le offerte di fiori sono ovunque. Profumatissimi gelsomini, fior di loto e ninfee tigrate che il fiore nazionale cingalese.
Si narra che Buddha fu cremato mor all incirca all et di 80 anni ma rovistando tra le sue ceneri furono trovati pezzetti di osso e qualche dente. Uno di questi tocc allo Sri Lanla dove venne venerato per secoli ma dopo l arrivo dei Portoghesi nel 1505 il Dente Sacro spar per ricomparire secoli dopo. Ora custodito nel tempio di Kandy in una serie di urne d oro inscatolate l una dentro l altra.
In questo Paese si sono succedute varie dominazioni, dopo quella portoghese, l olandese e dal 1815 quella inglese che dur fino al 1948.
Vi una grande sala di preghiera dietro il tabernacolo recentemente affrescata con le famose peripezie del Dente, alcune statue, un grande Buddha dorato offerto dalla Thailandia, una piccola torre ottagonale dove vi la straordinaria biblioteca antichissima che contiene manoscritti per la maggior parte del X secolo che narrano centinaia di storie riguardanti Buddha su pi di 600 foglie di palma tallipot. L vicino c il Museo dell Elefante e la Sala delle udienze con 65 colonne lingnee superbamente lavorate. Logicamente siamo a piedi nudi e i nostri calzini bianchi, uscendo da una sala ed entrando nell altra sotto la pioggia sono diventati incredibilmente neri. Pazienza.
Finalmente si esce e cessa l assordante suono dei tamburi. Queste cerimonie hanno luogo tre volte al giorno e sono incessantemente accompagnate dal suono perforante dei tamburi ma ogni popolo, si sa, ha le proprie tendenze musicali
La vista di Kandy sul lago davvero incantevole, e ora tutta illuminata da mille lampadine colorate e al vento sventolano le bandiere verticali di Buddha che hanno i colori dell arcobaleno. Questa bandiera stata ideata da un inglese, accipicchia, persino in queste cose mettevano il naso sti inglesi!!
Kandy sempre stata, sotto il dominio di questi coloni, una citt dedita alla coltivazione e all industria del caff e del the.
Torniamo quindi in albergo dove ceniamo davvero molto bene e l atmosfera splendida.

5 febbraio- Kandy - C il sole, per fortuna e il panorama davvero mozzafiato, sul fiume.
Mario e io usciamo in giardino e comincio a scattare foto e lui riprende fiume, zattera e paesaggio mentre vari uccelli tropicali ledono il silenzio. Superlativo!
Fa davvero caldo ma per fortuna sul pullman c l aria condizionata cos come in tutti gli alberghi che abbiamo frequentato.
Dopo colazione (mangio sempre buonissima papaia, bevo una grande quantit di succhi di frutta: king coconut juice che il liquido del cocco reale ma non mi piace gran ch, mangio e bevo il frutto della passione, buonissimo, assaporo il woodapple juice, che il succo di un frutto che somiglia alle nostre vecchie bocce di legno vedi il nome ed molto dolce, e poi succhi di papaia, mango e ananas. Vivrei di queste cose!) Ci rechiamo ad un tempio induista, molto bello, e anche qui togliti le scarpe. Cesare ci fa morire quando si toglie le sue e sopra i calzini si mette le cuffie di plastica che servono per riparare i capelli quando fai la doccia! Geniale, come idea.
E davvero un grande, filma ogni cosa col suo commento personale. Gran brava persona ed ha l occhio vigile.
Ci rechiamo anche al museo delle pietre preziose e al negozio dove vendono maschere di legno e varie altre cose e noi qualche piccolo acquisto lo facciamo.
Gironzoliamo ancora un po per Kandy poi andiamo nel Royal National Garden che stupendo, strabiliante, pieno di palme altissime, pini storti dell Australia, alberi di ogni tipo, orchidee, fiori a volont, alberi di bamb, bo, jak fruit, alberi del pane, tamarindi, fiori del paradiso, alberi dei tulipani, colori e profumi splendidi. Vi anche uno speciale ficus religiosa di 160 anni che davvero enorme! E su grandi alberi l in fondo dondolano, appesi ai rami, centinaia di pipistrelli o volpi della frutta! Nei nostri giri mille venditori si avvicinano con la loro mercanzia, devi contrattare sempre.
Compriamo le famose spezie di Ceylon.
Infine ci inerpichiamo su in collina dove nel ristorante Sinani pranziamo alla cinese e godiamo di un bellissimo panorama sulla citt.

Poi comincia l avventura per arrivare a Nuwara Elija famosa per le sue piantagioni da the, o meglio tea.
Diaz ci avvisa che purtroppo la strada principale attraverso gli altipiani interrotta da una frana per cui ad un certo punto dovremo prendere una stradina secondaria. Ci consola dicendoci che vedremo due cascate invece di una.
E un susseguirsi di curve, piantagioni di tea, banane e baracche.. la gente vive in condizioni miserevoli. I lavoratori delle piantagioni sono tutti di origine ind e vivono in baracche col tetto di lamiera, senza nessuna comodit nella zona pi desolata della piantagione. La strada che ci tocca fare di 95 kilometri invece dei 65 previsti per strada normale ed tutto un tornante dove il nostro pullman finisce con le ruote nel precipizio e Sandokan deve scendere ogni volta per far fare manovra all autista che ha davvero due notevoli palle!


Diaz ci spiega che una volta queste terre non erano coltivate e gli inglesi volevano sfruttarle, cos si sono inventati la tassa sulle terre non coltivate e i proprietari per pagarla si dovevano indebitare. Quando poi non riuscivano a pagare i loro debiti dovevano vendere le terre al governo e quindi quei bastardi degli inglesi sono diventati i padroni dell altipiano. All inizio coltiveranno caff poi passeranno al tea che poi diventato l orgoglio del Paese. Dopo l indipendenza il governo srilankese si fatto dare dagli inglesi le piantagioni ma non riuscito a farle fruttare: 150 di dominio e di servilismo non li aveva messi in grado di provvedere a se stessi, per cui ora le piantagioni sono di nuovo in mano agli inglesi che hanno anche il monopolio sul commercio del tea.
Siamo stanchissimi, nonostante la splendida vista mozzafiato sulle due cascate, una con un salto alto 80 metri, quella di Ramboda o Devon e l altra di Ravana Ella, e non vediamo l ora di scendere da questo maledettissimo pullman.

Finalmente dopo circa tre ore arriviamo a Nuwara Elija, ci fermiamo per vedere il mercato locale e un po di citt. Fa freddo, siamo a 1900 metri di altitudine, ci siamo messi maglione e kw e passeggiamo per il mercato dove vendono di tutto, anche variet e quantit enormi di pesce secco. La gente ci guarda strana, non una localit molto turistica questa, e un vecchio ci chiede l elemosina che noi non gli diamo: tirar fuori il portafoglio avrebbe scatenato un inferno, ma mi rimane lo sgradevole rimorso di non aver dato nulla ad un vecchio che aveva fame.

Riprendiamo quindi il pullman e ci rechiamo su per una strada ancora se possibile pi piccola della precedente. Ad un certo punto dovremo fermarci e ci verr a prendere il pulmino dell albergo. Trasbordiamo noi ed i bagagli ed arriviamo a Kandapola, paesino a 2100 metri d altitudine dove ci accolgono al The Tea Factory, A unique Hotel in the Misty Mountanis, con una tazza di the speziato favoloso e salviette umide calde e profumate!

L albergo in una ex manifattura di tea in cima ad un pendio ricoperto di piante da the. Gli interni sono stati recuperati e sistemati splendidamente, anche la grossa macchina a vapore che ancora funziona e che scandiva il tempo della fabbrica. Le camere sono state ricavate dagli essiccatoi.
Noi siamo al secondo piano, con camera bellissima e coloniale, e splendida vista sulle piantagioni.
E gi tardi e abbiamo fame, per cui prima ceniamo in un ambiente raffinatissimo e poi in camera ci faremo la doccia. La cena splendida, con ottimi cibi, buonissimo pesce e tante altre leccornie. La guida del Routard parla di questo albergo come di una struttura tra le migliori dell isola.
Dormiamo saporitamente con le coperte e senza aria condizionata, qui davvero non si soffre il caldo!
6 febbraio- Nuwara Elija - Splendida giornata di sole!
Dopo un ottima colazione dove bevo del buonissimo tea, of course, andiamo a visitare le piantagioni da the, dove lavorano principalmente le donne. Pi il the coltivato in alto pi buono, ci spiega Diaz che ci dice anche che la paga minima di 200 rupie 2 - al giorno per un minimo di 40 kg di foglie di the!!!!.
Queste donne devono riempire la gerla che hanno sulle spalle raccogliendo tre foglioline da ogni piantina e portare il tutto in fabbrica per la pesatura, per cui ogni due o tre ore devono fare la strada dalla piantagione alla pesatura e viceversa, logicamente lavorano a cottimo!!! Ecco quel che si dice lo sfruttamento dei lavoratori. Come se non bastasse il terreno pieno di sanguisughe
Visitiamo anche unaa fabbrica, la Pedro, dal 1886, mi pare, presente in loco. Il monte Pedro il pi alto dell isola con i suoi 2450 metri sul livello del mare ed uno dei monti principali insieme all Adam s Peack sul quale venerata l impronta del piede di Adamo quando cadde sulla terra, che per i musulmani Maometto, per i cristiani San Tommaso e per i Buddhisti Buddha in persona.
I bambini sono splendidi, i villaggi poverissimi, la gente ci guarda e sorride. Io mi sento davvero un verme.

Ora si tratta di scendere l altipiano per recarci nel Parco Nazionale di Yala, e percorriamo quindi un altro centinaio di kilometri di strada tortuosa. Ci fermiamo nei pressi di un altra bellissima cascata credo quella di Dunhinda - dove, al getto potentissimo dell acqua, un uomo e una donna fanno la doccia vestiti.
Strada facendo ci fermiamo in un villaggio del quale non ricordo assolutamente il nome e dove in corso una partita di cricket, lo sport nazionale, quindi ci rechiamo in uno splendido negozio dove vendono the favoloso che compriamo. E The Island s Most Exclusive Tea Shops presente anche all Hilton di Colombo.

Riprendiamo la strada e dopo molte altre curve, templi ind, dagode (specie di pagode buddiste che possono essere in pietra, bianche o dorate), finalmente siamo a Katagarama, ai limiti del parco, al Rosen Renaissance Lodge che stupendo.
50 camere spaziosissime inserite nel parco, tre piscine, una boutique e una troupe di cinesi di Taiwan che gira per l albergo e il parco armata di cineprese con zoom potentissimi. Marco s imbatte in un cinese con lampada da minatore sulla testa che gli dice che deve filmare gli insetti.
Sono buffissimi, questi orientali.
Pranziamo nella bella sala da pranzo, ottimamente come sempre, abbiamo il tempo di riposarci un po e alle 15,30 ci aspetta il jeep safari.
Tutto il gruppo s imbarca su 4 jeep, un autista e due guardie del parco e cominciamo l avventura.
Percorriamo piste terribili ma siamo fortunati, avvisteremo due elefanti che lottano, un elefante che beve al lago, tre coccodrilli, diversi pavoni e uccelli coloratissimi, alcuni varani, dei daini e sorpresa un leopardo aspettato in silenzio per una decina di minuti nonch un grosso pitone.
Il tramonto rosso fuoco bellissimo nella savana e torniamo in albergo davvero soddisfatti anche se con la schiena ed il collo doloranti per gli scossoni presi sulla jeep.
Cena, doccia ed a nanna, siamo davvero stanchi e domani ci aspetta un altro giro massacrante.

7 febbraio- Katagarama - Dopo colazione si parte. Come al solito sveglia presto, verso le 6,30.
Cominciamo a percorrere la strada della costa. Dapprima passiamo per Hambantota, porto di pescatori di origine malese, con bella spiaggia e barche pittoresche. Qui si raccoglie ancora il sale facendo evaporare l acqua, vediamo infatti molte saline. Proseguiamo verso Tangalle bay, bellissima. Qui si vedono ancora i segni lasciati dallo tsunami del 26 dicembre del 2004. Barche rovesciate appoggiate su isolotti, case distrutte, ferrovie divelte. Fa veramente impressione.
Passiamo per Matara, a 160 km. da Colombo, ex piazzaforte olandese specializzata nel commercio delle spezie. Oggi centro delle pietre semipreziose e di falsi diamanti. L vicino due forti del 1770 e del 1780. Nella zona si produce lo yogurt di latte di bufala, spesso aromatizzato allo sciroppo di palma e al miele, chiamato kitul che qui vendono in ciotole di terracotta.
Troviamo poi Unawatuna con spiaggia bellissima.
La giornata splendida, il cielo e il mare sono blu intenso e l aria profumatissima. Ci fermiamo ad ammirare le spiagge dove sostane le barche col bilanciere - altrimenti non potrebbero reggere l Oceano Indiano Ci fermiamo per il pranzo, e sono gi le 14,30, nei dintorni di Galle dove assagger il piatto nazionale srilankese dopo che Diaz aveva assicurato che non era molto piccante, per fortuna, ma sempre comunque da far drizzare i capelli in testa, il rice & curry, composto da due diverse qualit di riso e vari piatti di accompagnamento: anacardi stufati buonissimi, jak fruite in stufato, patate, melanzane, lenticchie strepitose, e varie altre cose davvero notevoli. Segue della buonissima frutta.
Il riso locale, di colore rosso, veramente buono.
Ci fermiamo poi a Galle dove visitiamo solamente la vecchia chiesa olandese ed un pezzo di torrione ma non c tempo per andare oltre perch il viaggio ancora lungo. Non siamo molto soddisfatti di ci, ci sarebbe voluto almeno un giorno in pi per visitare meglio questa citt.
Ci fermiamo poi nel centro che si occupa di salvare le tartarughe e dove in effetti troviamo molto interessante ci che vediamo. Le tartarughe ormai sono in via di estinzione e meno male che qualcuno si occupa di loro.
Sempre a Bentota visitiamo la splendida localit di mare con spiagge stupende circondate da palme. Qui fare il bagno non pericoloso, in quanto, dicono, il gioco delle correnti inesistente.

Diaz ci spiega anche che tutta la vita cingalese ruota intorno agli astronomi e agli oroscopi: non ci si sposa se l oroscopo non favorevole n si intraprende nessunissima azione senza l intervento favorevole degli astri. Diaz e la moglie stanno cercando marito alla figlia ventiduenne portando dall astrologo vari oroscopi di ragazzi che potrebbero andare bene per la ragazza. Aggiunge che chi si sposa contro il volere dell oroscopo e perci contro quello dei genitori, di solito fa una brutta fine, in quanto finiscono per essere dei paria non riconosciuti pi n dalle rispettive famiglie n dalla societ !!!

Finalmente, come Dio vuole, alle 20,00 siamo nuovamente nella caotica Colombo e ritorniamo all Hilton che ci accoglie con il suo lusso e le sue coccole. Questa volta siamo al 19 piano, camera stupenda e vista incredibile sulla citt e sull oceano.
Cena splendida.

8 febbraio- Colombo - Colazione e via per la citt.
Diaz ha promesso e mantenuto: stamattina visitiamo il famoso Pettah il mercato pi caotico della citt dove vendono di tutto e di pi in mezzo a camions, gente che urla, persone che vendono e che comprano, gente che chiede l elemosina, caos indescrivibile, uomini che tirano carrette colme di verdura e frutta dal peso incredibile. Le fotografie e le riprese si sprecano.
Il gruppo si diviso: Mario, io, Luca, Nausicaa, Marco, Ale, Cesare, Cecilia, Gaetano e Agostina. Gli altri, gli antipatici, per conto loro! Cesare dopo il giro per la citt se ne torner in Italia.
Facciamo un bel giro e poi verso le 11, dopo aver fatto acquisti un bel paio di bermuda di cotone per Mario a 60 rupie!!! e qualche braccialetto di rame per me - ritorniamo sul pullman dove visiteremo la citt che nella parte residenziale bella ma per il resto sporca e caotica. La famosa Face Galle davvero bella ma per il resto Colombo non merita di fermarsi, specialmente con le baraccopoli periferiche.
Non vogliamo tenerci le ultime 150 rupie che ci sono rimaste, cerchiamo pertanto gente che chiede l elemosina per regalare loro qualcosa e Mario preso dalla smania di dare, d 20 rupie ad un bonzo che stranito ringrazia e ci dice aybouan che il saluto tipico srilankese che si pronuncia giungendo le mani e chinando lievemente la testa.
Soddisfatti torniamo al pullman dove Diaz ci dice dopo avergli raccontato l episodio che il bonzo ha fatto male a prendere i soldi e che ha fatto una gran brutta figura. Mario adesso capisce l espressione stranita del monaco.

Il pullman ci porter poi all aeroporto, Diaz regaler a ciascuno di noi una scatola di pregiato the di Ceylon B.O.P. ovvero broken orange peackock, il pi pregiato - e noi diamo loro una buona mancia in euro. Se la sono davvero meritata.
Nel salutare Diaz lo ringraziamo per la sua gentilezza, cortesia e per come si prodigato per aiutarci nel farci affrontare il viaggio.
All aeroporto non riusciamo a mangiare perch ci chiamano per il ceck-in per cui distribuisco biscotti (che avevo portato dall Italia) ai ragazzi e ci rifocilliamo alla bella e meglio. Finalmente alle 15,30 ci imbarchiamo e dopo circa 40 minuti di volo arriviamo a Male, Maldive, alle 15. Potenza dei fusi orari!

A Male ci attende l agente della Kuoni ma noi avevamo gi scoperto che il nostro gruppetto tutto diretto nell atollo di Male sud, isolotto di Biyadoo, e siamo felicissimi.

Le Maldive sono un insieme di 1280 isolotti, suddivisi amministrativamente in 19 atolli. La parola atollo deriva da atholu che significa anello: infatti le isole sono tutte poste in circolo. Le barriere coralline sono determinate dalla crescita madreporica del sottostrato, praticamente l isola la sommit di un vulcano spento.
Purtroppo negli ultimi anni il livello delle acque aumentato di circa 20 centimetri per cui questo paradiso a rischio, in quanto l altitudine sul livello del mare varia tra un metro a due. Se si sciogliessero i ghiacci della Groenlandia sarebbe davvero un guaio.

Gi il Nino qualcosa ha fatto, purtroppo, scolorendo di molto i coralli.
Per atollo si intende una formazione madreporica e corallina che delimita al proprio interno una laguna generalmente circolare o ovale. Questi reef sorgono in pieno oceano, in corrispondenza di isole vulcaniche sommerse. Dalla laguna al reef si passa attraverso vari canali, alcuni davvero spettacolari.

La leggenda narra che prima dell avvento dell Islam nelle Maldive vi fosse un unico sovrano di nome Koimana Kalo.
Costui dopo essere convolato a nozze con la figlia del re di Ceylon, part insieme alla moglie via mare dall isola di Serendib. Fu un viaggio avventuroso per le condizioni del tempo, per cui la coppia decise di approdare sull isola di Rasgetimu nell atollo settentrionale di Malosmadulu per rifocillarsi.
La popolazione locale, venuta a conoscenza della nobilt dei visitatori li esort a restare proclamando Koimala re dell isola. In seguito a ci all isola venne dato il nome di Isola del Re.
I due sovrani si stabilirono a Male, dove regnarono per tredici anni prima di dirigersi alla Mecca, lasciando la figlia sultana che divenne reggente sino a quando il figlio spos una donna del luogo. Da allora tutti furono i loro discendenti.

Recuperiamo i bagagli e ci imbarchiamo su barca veloce che dopo 40 minuti di scossoni e onde ci sbarca al Biyadoo Resort dove ci accolgono con succo di melone e salviette fredde.
Il Resort molto semplice, quasi spartano, ma comodo. Le camere sono semplici con frigorifero, veranda e bagno con asciugacapelli.
L isola lunga 600 metri e larga 500, ha una bellissima laguna che la separa dall house reef e ben 7 passaggi sul reef stesso.
Appena sbarcati nell acqua della laguna, azzurrissima e trasparente, c uno squaletto dalla pinna nera!
Siamo emozionantissimi.
Marco propone di farci dare un tavolo per noi sei, ovvero lui, Ale, Luca, Nausicaa e noi due, la famiglia di Ascoli va per conto loro e Roberto e Milena vorrebbero aggregarsi al nostro tavolo ma facciamo orecchi da mercante.

Ci facciamo la doccia, poi andiamo a cena che servita a buffet e poi a letto, stanchissimi.

L isola piena di palme, ibischi, banane, cocchi, oleandri, rododendri, mangrovie, piante di nika e pullula di uccelli che rompono il silenzio con le loro grida da giungla. E davvero bellissima.
Vi sono gabbiani e corvi ed aironi, e migliaia di piccoli pesci che girano intorno all isolotto creando delle fantastiche macchie scure che si muovono e schizzano via quando arrivano gli squali o i tonni o dei pesci blu che li puntano.
Favoloso!
In lontananza doni, barche d altura e idrovolanti che ammarano o decollano.
Il silenzio splendido e l aria profumatissima.

dal 9 al 14 febbraio- Abbiamo trascorso i primi due giorni nel relax pi assoluto in quanto gli ultimi giorni trascorsi all Isola Risplendente ci avevano davvero stancati.

Noi sei ci diamo appuntamento al mattino nella bellissima spiaggia ad ovest dove i ragazzi hanno recuperato 6 sedie a sdraio che occupiamo con le stuoine fornite dal Resort insieme ai teli mare. Al mattino si fa il bagno dove la marea pi favorevole e al pomeriggio, lasciando le sdraio posizionate, con maschera e pinne traslochiamo dove nuovamente la marea favorevole.
Infatti la laguna, con la bassa marea, davvero poco profonda. E stupendo, questo isolotto, con una vegetazione lussureggiante, palme, nika e mangrovie fino a lambire il mare che quasi madreperlaceo, trasparente, bellissimo. Dove inizia il reef invece assume un colore blu notte ed io ho una paura boia a varcarlo in quanto vi un salto di almeno trenta metri.
Luca si offre di tenermi per mano sul reef ma io declino l invito: preferisco star tranquilla!
I pesci sono tantissimi, dai colori stupendi: bianci e neri, rosa e beige, neri e arancio, azzurri e gialli, blu, argentei, scurissimi, neri e rossi, incredibili.
Il corallo un po sbiadito in quanto risente ancora degli effetti devastanti del Nino che ha colpito duro nel 1998.

Ci si ritrova poi per le 12,30 in sala ristorante dove si mangia benissimo con i cuochi che ti dicono cosa mangi, se glielo chiedi, e che, a colazione ti cucinano d amblai scrembled eggs, frittatine e wurstel, poi nel pomeriggio d uopo un riposino dopo il quale si va in spiaggia fino al tramonto per ammirarlo.
Segue la cena. Non c animazione, quindi si chiacchiera un po in giardino e poi gli uomini sono sempre stanchi per cui alle 21,30 si va a letto!!!

Il primo giorno il capo diving italiano ci ha tenuto un discorsetto sull immersione con le bombole, la prima prova gratuita per cui Luca e Marco decidono di effettuarla, Mario, memore della Turchia invece non la fa.
Il risultato per i due ragazzi sar comunque lo stesso di quello ottenuto da Mario per cui decideranno di non riprovare.
Il mercoled sera c la serata maldiviana, con piatti tipici, come le polpettine di tonno che sono buonissime e le verdure con le quali vengono preparate delle buonissime specie di crepe.

Al mattino faccio delle ottime colazioni con papaia, mango o yogurt ed assaggio anche le focaccette con lo sciroppo d acero che mi piacciono un sacco.
In questo Resort vi uno spaccato del mondo in quanto oltre a noi italiani vi sono molti francesi, tedeschi, inglesi e giapponesi.
La cucina abbastanza internazionale per accontentare tutti i gusti.
Luca mangia sempre pasta.
Qua alle Maldive sono musulmani per cui siamo pregati di non andare in giro troppo nudi ed al ristorante dobbiamo essere abbastanza coperti (calzoncini e maglietta e pareo o comunque prendisole).

Il nostro ragazzo di camera veramente carino simpatico, si chiama, mi pare Hashid, e ogni giorno ci fa trovare sul letto fiori di ibisco, e davvero un artista. I ragazzi che si occupano delle camere vestono sempre con camicia bianca, sarong bianco e fusciacca verde in vita, mentre quelli del ristorante hanno camicia bianca, sarong scozzese blu, giallo e verde, e fusciacca verde.
Il villaggio, pur essendo molto semplice pulitissimo: i ragazzi puliscono la stanza due volte al giorno ed i vialetti di sabbia sono perennemente puliti.
E bellissimo camminare scalzi in questa sabbia bianchissima deliziosa, sempre a temperatura giusta per non farti scottare i piedi, chiss come mai. Mario ed io faremo tutta la nostra vacanza scalzi.
Il 12 febbraio l anniversario di matrimonio di Ale e Marco per cui ci ritroviamo col tavolo pieno di fiori e torta finale a fine pasto, mentre loro in camera si ritroveranno fiori e bottiglia di spumante.
Facciamo delle splendide nuotate, non ho mai visto tanti pesci cos in vita mia.
In questo Resort i giapponesi sono incredibili: sembrano appena usciti da un film di Toshiro Mifune dove il solito soldato sta nascosto quarant anni su un isola dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Sono tutti un profondi inchini e suoni gutturali con una etichetta rigidissima fra di loro.
Marco ci dice che ha letto che i manager giapponesi devono seguire un corso di comportamento prima di andare in occidente perch sono veramente fuori dal mondo.
Decidiamo di non fare nessuna escursione, quella che ci interessava l idovolante non c e le altre non ci interessano gran ch.
I ragazzi ne effettuano una che consiste nel visitare un altro Resort e l isola dei pescatori.
Il Resort molto lussuoso della Azemar ma l isola, la laguna, la vegetazione, l acqua del mare sono assolutamente dichiarano pi scadenti, per cui meglio il nostro alloggio semplice e la bellezza della natura.
L isola dei pescatori stata colpita dallo tsunami con la morte di quattro bambini. Con lo tsunami sono arrivate tre onde di 4 metri l altezza! Sono abbastanza poveri e anche i nostri amici si sentono a disagio a comprare oggetti da un pescatore piuttosto che dall altro.

La sera di San Valentino abbiamo una sorpresa: viene imbandita una cena favolosa, candele sui tavoli, men raffinato, dolci squisiti con tanti cuori rossi di gelatina di frutta o di panna. Marco e Ale cenano sulla spiaggia a lume di candela con aragosta.
E il nostro ragazzo di camera ci fa trovare il letto agghindato con un grande cuore colmo di petali di fiori rosa ed al centro due grandi fiori gialli con boccioli rosa.
Splendido!
Abbiamo anche avvistato una murena e una tartaruga, delle razze e una piccola manta, ma per loro non stagione, cominciano a circolare da aprile.
Cecilia ci insegna a giocare a burraco che un bridge facilitato.

15 febbraio- Purtroppo oggi si parte. I ragazzi fanno l ultimo bagno, invece Mario ed io facciamo le valigie, poi pranziamo presto, alle 12,30 precise, alle 13 le valigie sono gi prese, consegnamo la chiave, e ci sediamo alla reception dove alle 13,30 puntualissimi si parte con barca veloce per Male dove arriveremo 40 minuti dopo.
Siamo gi in aeroporto, gironzoliamo per negozi, si ricompone il gruppo originario dei 19 del tour di Sri Lnka ma non ce ne frega niente.
Con un po di ritardo partiamo, verso le 15,30 sull A330 dell Eurofly.
E bellissimo vedere sotto di noi gli atolli delle Maldive, le luci abbaglianti di Dubay e il panorama mozzafiato di Istanbul dall alto.
Verso le 18 ora maldiviana ci servono la cena, poi Mario s addormenta ed io mi guardo tre film dato che non riesco a chiudere occhio.
Il primo, In her shoes carino e lo vedo tutto, il secondo con Diane Lane cos cos e ne vedo un pezzo e l ultimo, I fantastici 4 mi stanca davvero per cui preferisco seguire sul monitor il volo dell aereo.
Verso le 22, ora italiana, ci servono un breack con panino, brioche e caff e alle 23,30 - dopo 10 ore e mezza di volo - atterriamo.
Il comandante ci avverte che c nebbia e una temperatura di 0 gradi!
Siamo veramente depressi abbiamo lasciato il nostro splendido sole ed una temperatura media di 32 gradi.
Recuperiamo i bagagli, salutiamo i nostri ragazzi con i quali ci siamo scambiati gli indirizzi, il pulmino del Panicucci mitico parcheggio ci porta alla nostra macchina, carichiamo le valigie e via nella nebbia.
Per fortuna non sbagliamo neppure strada.
Sar un viaggio molto nebbioso, io ho un gran sonno e schiaccio un pisolino poi, alle 3,40 siamo a casa.
Il Cucci, avvisato, non ha dato la catena, per cui entriamo e ci catapultiamo a letto.
Ci aspetta il rientro nella normalit, purtroppo.
Termino dicendo che stato un viaggio stupendo, abbiamo conosciuto un Paese favoloso, lo Sri Lanka, anche se la gente non certo ricca, per ci sembrata serena, con il sorriso sulle labbra, come le donne che raccoglievano il the nelle piantagioni.
E le Maldive sono un vero paradiso dove come ho scritto sul libro dei commenti degli ospiti del Biyadoo Resort oltre che assaporare la natura anche bello guardarsi dentro.

AYBOUAN